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DER GOLEM

Risposta in frequenza in anecoica simulata, lo stretto buco a circa 5,5 KHz è una anomalia del tweeter, già vista nella misura del componente, e non è imputabile a problemi di incrocio

Risposta a terzi d’ottava in ambiente, molto regolare a parte le ondulazioni dovute alle risposte dei trasduttori, praticamente inevitabili ma contenute entro il paio di dB.

Risposta in frequenza con finestra temporale al massimo e smoothing a terzi d’ottava. Le due curve si riferiscono alla risposta in asse e a quella sul piano orizzontale e verticale a 30°, da cui si deduce la coassialità dei centri d’emissione, data la loro perfetta sovrapposizione. Anche il calo di energia nella zona di incrocio era prevedibile, data l’alta frequenza di crossover, scelta obbligata dalle caratteristiche sonore del tweeter ma non ottimale per quelle del woofer.
ETC del woofer: si notano una serie di esagerate riflessioni secondarie quasi certamente dovute alla presenza della struttura di sostegno del tweeter al centro del cono.
ETC del tweeter. Anche il tweeter mostra delle code secondarie molto consistenti, comprensibili se si tiene conto della costruzione non certamente audiophile del cono in carta.

ETC complessiva, da cui si deduce che, con un adeguato filtraggio, la situazione complessiva può addirittura migliorare. Si riconoscono ancora i due picchi secondari del woofer, ma il loro livello è notevolmente inferiore.
Pur avendo effettuato la misura nelle stesse condizioni delle precedenti, l’intensità dell’impulso principale è inferiore dato che il crossover equalizza i break-up dei coni, posti a livelli assai superiori alla media risultante del sistema filtrato.
Waterfall del sistema completo: Le “code” sono uniformemente distribuite lungo tutto lo spettro, e indicano come il sistema non sia certamente un fulmine nella risposta all’impulso, anche se in alta frequenza il tutto si smorza comunque entro i 3 millisecondi.
Impedenza del sistema con e senza la rete RLC in ingresso. Si nota come la stessa operi uno spianamento del picco a 2,5 KHz e linearizzi la fase elettrica, che diventa leggermente induttiva solo al di sopra dei 10KHz. Si notano anche le frequenze di risonanza del DCAAV, poste a circa 40 e 130 Hz. Si tratta di un carico quasi resistivo e per nulla preoccupante per qualsivoglia amplificatore che sia poco più che decente in termini di impedenza di uscita.
L’impedenza simulata mostra una buona corrispondenza, ad eccezione del primo picco, molto più contenuto nella misura effettuata, a causa forse del trattamento acustico dell’interno della camera piccola, di perdite maggiori del calcolato nella camera maggiore o forse solo a causa dell’impedenza acustica creata dal pannello di espanso posto in corrispondenza della bocca.