DIFFUSORI
HOME

GIBIELLE

di Filippo Punzo


C'era una volta il 4401...
Questo diffusore nasce dalle ceneri di un monitor JBL 4401, e ne costituisce un aggiornamento in chiave audiofila. I problemi che ho dovuto affrontare non sono stati pochi, anche se relativi al solo crossover, dato che l'accordo reflex è risultato sostanzialmente corretto; quindi, eventualmente, chi fosse in possesso di una coppia di 4401 potrà tranquillamente "upgradare" il solo crossover senza problemi.

Qui il disegno del mobile

Qui alcuni particolari costruttivi

Quando la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo...
Prima cosa da fare, in questi casi, è misurare gli altoparlanti per decidere la frequenza di crossover e le attenuazioni necessarie; e qui appare evidente un piccolo "problemino": questi due altoparlanti non sono esattamente una accoppiata felice... Infatti entrambi gli altoparlanti presentano un buco nella risposta esattamente alla stessa frequenza e, in più, il woofer mostra un violento break-up appena sopra al buco in questione, mentre il tweeter ha un Q molto elevato, probabilmente dovuto alla leggerezza e rigidità della membrana in titanio, cosa che porta anche a una frequenza di risonanza abbastanza alta. Difficile quindi scegliere una frequenza di incrocio che consenta di eliminare il break up del woofer, dato che il tweeter andrebbe facilmente in crisi se spinto a lavorare così in basso.

Qui la risposta in frequenza degli altoparlanti

Il crossover, ovvero la saga di Zobel
Per cercare di ovviare a una parte dei problemi ho deciso che forse era il caso di sperimentare le famigerate reti di Zobel e "RLC serie" per linearizzare i moduli di impedenza. Per prima cosa ho "spianato" (RLC1) il picco di impedenza del tweeter, che raggiunge i 60 Ohm. Poi ho inserito una rete Zobel RC per compensare la Le del woofer (questa rete non verrà poi utilizzata nella realizzazione del filtro, dato che creava più problemi di quanti ne dovesse risolvere...)

Qui la risposta del tweeter e del woofer compensati

Inserendo la rete RLC in parallelo al tweeter ho evitato che la cella relativa risuonasse in corrispondenza della risonanza, in questo modo la frequenza di taglio può essere spostata molto vicino alla Fs del componente.
Scelta in questo modo il punto d'incrocio risulta evidente che il buco nella risposta sarà comunque inevitabile.
Rimane una grossa anomalia del modulo di impedenza in corrispondenza dell'incrocio che provo quindi a compensare con successo inserendo una seconda rete "serie" (RLC2) direttamente in parallelo all'ingresso, poi, non contento, ho ulteriormente compensato la Le del tweeter con una RC in parallelo al tweeter. Fortunatamente (un po' di fortuna ci vuole, comunque) l'irregolarità è molto evidente sull'asse, mentre tende a essere riassorbita per misure angolate; la cosa è evidenziata anche dalla risposta a terzi d'ottava in ambiente, che ci testimonia una dispersione tutto sommato omogenea e senza buchi.
Un effetto secondario e, lo ammetto, non cercato, delle scelte effettuate è il particolare comportamento della dispersione verticale del sistema, che si comporta un po' come il diffusore Aqua di Davide Saronni. Questo tipo di dispersione è molto vantaggiosa nel caso dei monitor nearfield, dato che solitamente il mixer costituisce una prima superficie riflettente difficilmente mascherabile e una relativa direttività sul piano verticale, in simili casi (e non solo), non può che giovare.

Qui la risposta del sistema in anecoica simulata + ETC, fase e waterfall

Qui la risposta del sistema in ambiente

Qui lo schema del filtro e la sua risposta elettrica

Qui l'impedenza del sistema e l'effetto delle reti Zobel

E per finire, un confronto con l'originale...
Ovviamente qualcuno di voi si starà chiedendo: ma come era fatto l'originale 4401? Eccolo accontentato.
Per prima cosa ho rispolverato una prova del diffusore pubblicata da Audioreview nel lontano '83, quindi ho riprodotto il filtro originale; poi, rimisurandolo, ho confrontato il tutto per verificarne la corrispondenza e, in ultimo, ho confrontato le misure di Gibielle e dell'originale 4401. Lascio a voi ogni giudizio di merito, dato che non mi permetterei mai di criticare i tecnici della JBL :-P

Qui il confronto Gibielle versus 4401

Qui la prova del diffusore pubblicata da Audioreview part1 part2

Conclusione...
Rimettere mano a un prodotto commerciale può dare certamente qualche soddisfazione, anche se non saprei come considerare le scelte progettuali effettuate venti anni fa dai tecnici della JBL... Azzardo una ipotesi. Il 4401 si inseriva in una serie di sei monitor che utilizzavano lo stesso tweeter; si da il caso che tre di questi erano dei tre vie, soluzione forse più adatta a questo tipo di altoparlante, forse anche gli altri "due vie" soffrivano degli stessi problemi all'incrocio (e i woofer erano da 20 e 25 cm...). In JBL forse hanno pensato di realizzare prodotti di costo (e prestazioni) inferiori per occupare tutti i segmenti di mercato e, per farlo, hanno anche usato gli stessi altoparlanti, con risultati non eccellenti: Sempre per questioni di costi il crossover era minimale, con le conseguenze che abbiamo visto. A mio parere i due altoparlanti del 4401 meritavano un trattamento migliore. Credo di aver reso finalmente giustizia a questi due altoparlanti che, in verità, sono costruiti veramente bene.

Buon lavoro, Filippo


JBL-Speakers Se avete due 4401 con gli altoparlanti da riconare potete rivolgervi qui