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MDMA

di Enrico Ricciardi


MDMA = Metilene Diossi Meta Anfetamina.
Nessun dubbio: è una droga, un vecchio/nuovo prodotto di sintesi dell’industria farmaceutica che fa male o fa bene secondo punti di vista ed utilizzatori* un po’ come i generi musicali; quando ero ragazzo, mio padre schifava i The Beatles perché “scarafaggi” secondo l’errata traduzione del loro nome e per quella musica “copiata dai classici”. Acqua passata, non ancora passata.

Dunque, questo sistema di altoparlanti si rivolge ad un pubblico di utilizzatori che desidera sonorizzare spazi medio grandi (un salone, un sottoscala, la piccola discoteca, la festicciola all’aperto, il disco bar, il concerto per 2/300 persone) di 300mq e +, senza problemi di rottura con una pressione adeguata all’occasione. La costruzione modulare consente il facile trasporto del sistema anche ad una sola persona munita di una autovettura di tipo ‘utilitaria’ ed il montaggio non abbisogna praticamente di nulla: ogni canale è costituito da un satellite compatto e da due sub in mobili separati che si sovrappongono. I componenti utilizzati sono comuni a tantissimi impianti del genere che spesso li spacciano costruiti ‘su specifiche’ il che è una grandissima fesseria x il semplice motivo che le produzioni industriali non prevedono questa particolarità, che viene riservata solo a numeri adeguati. Consentitemi di aprire una parentesi: modificare un altoparlante è una grandissima rottura di scatole se fatta con criterio ed una grandissima cazzata se fatta senza criterio; purtroppo l’altoparlante è una somma di elementi dipendenti fra loro e la variazione di un parametro modifica gli altri.
Ancora per valutare il comportamento di un componente in condizioni reali di utilizzo purtroppo occorrono strumenti che costano molti milioni e molte conoscenze. Per dirla tutta nonostante l’Italia sia un paese di costruttori di altoparlanti, per gran parte rivolta all’estero, solo un paio di aziende dispone di apparecchiature simili. Inoltre l’idea che ciò che si vede è comprensibile, alimenta l’ipotesi orripilante da parte dei dilettanti di poter togliere una sospensione per usarne un’altra + alla moda, alleggerire membrane tirando via trattamenti superficiali smorzanti, sostituire parapolvere con l’amato tanga della fidanzata, usare l’esperienza dell’infelice battuta ‘lei suona il piano e lui la tromba’, come idea per un rivoluzionario profilo di una tromba.
Ritorniamo a noi e con un po’ di vergogna affermo che questo è un sistema professionale e che quindi è indicato non tanto per ascoltare musica nella propia stanzetta di 20mq ad un volume d’ascolto che impegni l’amplificatore ad erogare 5/10 Watt per un paio d’ore, ma per lavorare con costanza ai suoi limiti, sempre.
L’idea di utilizzare un filtro di incrocio passivo è data dal desiderio che tutti possano costruirselo senza acquistare un cross-over elettronico, che non sia necessario programmare quest’ultimo ogni volta secondo criteri del tutto inventati, con dubbi risultati. D’altra parte è un sistema chiuso che come suona suona, punto e basta.
Quello che ho cercato di fare è modellare ed arrangiare le caratteristiche dei componenti per ottenere un suono soddisfacente; per far questo con un filtro passivo è necessario sottrarre energia sacrificando l’efficienza complessiva: il risultato è come sempre discutibile, ma alla domanda ‘come suona?’ rispondo con solita ironia ‘benissimo’.
Quando ero ragazzo l’appellativo ‘professionale’ era garanzia per l’utente Hi-Fi, in tempi recenti mi è sembrato che sia divenuto peggiorativo: credo che tutto nasca come sempre da un lato da una crescita ed autonomia dei settori merceologici e dall’altro da una confusione o ignoranza degli scopi. Un sistema di altoparlanti destinati a sonorizzare grandi spazi x eventi spettacolari dal vivo deve avere caratteristiche di peso, montaggio, connessione, che rispettino normative di sicurezza, facilità di trasporto data dopo data, costanza di prestazione estate inverno - pioggia compresa -, riduzione dei guasti, sicurezza dei risultati, pressione massima erogabile. Insomma un service che investe centinaia di milioni di apparecchiature ha problemi leggermente diversi da quelli del mio amico che acquista il mini diffusore su stand dedicato. Il modo più semplice per rendersi conto di tali differenze è che un ascoltatore Hi-Fi vada a buttare un occhio durante l’allestimento di una data di un concerto di un artista anche meno importante di Pink Floyd!
Spero sia chiaro che non giudico cosa sia meglio o peggio, cosa suoni bene o male, ma semplicemente richiamo l’attenzione su cosa dobbiamo fare, che risultato dobbiamo ottenere e quali mediazioni accettare. Con onestà , semplicemente.

Ma da dove è iniziato tutto questo?
Il lavoro mi ha portato spesso ad affrontare situazioni diverse che vanno dalla sonorizzazione di palestre (ed i vari ambienti di queste), chiese, gruppi musicali, fino a seguire i grandi concerti. Molto spesso mi sono trovato a riparare o arrangiare sistemi di altoparlanti costruiti da aziende + o – importanti. Cosa significa arrangiare? Tutto. Un cliente ha 14 casse XY a cui si sono bruciati tutti i tweeter che ha fatto sostituire spendendo Z e si sono bruciati nuovamente. A questo punto mi giunge la richiesta di risolvere definitivamente il problema senza buttare via tutto. Inutile dire che sarà uno sperpetuo, ma allora perché accetto? Per semplice, stupida (guadagnerò poco e lavorerò molto), intrigante sfida. In realtà ‘arrangiare bene’ comporta, mantenendo mobile e woofer, scegliere un tw adatto, misurare tutti i parametri dei componenti, simulare, verificare quale sezione del filtro conservare e quale rifare, e rimontare tutto. Sperando che non si guasti. In questo modo ho imparato molto e preso le giuste distanze da alcune soluzioni. Sempre considerando la fascia di prezzo in cui si posizionava l’oggetto.
MDMA nasce un po’ così: mobili già esistenti (simili a tanti marchi), woofers da 38 frutto di smontaggi e riconature varie, un mid-basso semiregalato da un amico e comunque tutti componenti anch’essi ultranoti; lo scopo? solo che suonasse meglio dei concorrenti.
Gesù che presunzione!
Sono stati misurati i parametri degli altoparlanti e le risposte MLS di tutti, poi sono stati accoppiati per attenuare differenze; importati i dati in Audio Genius è iniziato il gioco della simulazione; purtroppo sono molto lento e confronto continuamente il risultato con misure e prove d’ascolto; questo non perché il simulatore sbagli, ma per centrare meglio il bersaglio: simulare, misurare ed ascoltare utilizzano macchine diverse ed ognuna ha la sua importanza, tutto qui! Le celle di equalizzazione le ritengo indispensabili x addomesticare esuberanze e correggere la timbrica del sistema, è cosa lunga che cerco di dosare senza costringere il componente a fare ciò che non può, altrimenti si fa prima a cambiarlo (e costa meno). Anche se le condizioni di ascolto saranno quelle sopra citate, ho preferito selezionare i componenti del filtro per ridurre le differenze fra i due canali, la stereofonia è così. Attenzione che il valore misurato sia tale nella gamma di frequenza d’utilizzo: una resistenza può avere valore X ma se la misurate con Clio noterete che la resistenza vs frequenza non è detto sia costante al variare di quest’ultima. Forse esagero, ma io lo dico. Per quanto riguarda volumi e tubi di accordo, la verifica la effettua sempre Davide Saronni, le prove d’ascolto sono collegiali e finiscono piuttosto male, nel senso che c’è sempre qualcosa che non va, qualcosa da cambiare, in buona sostanza effettuo una media delle critiche ed intervengo sui punti rilevati comuni. Il materiale fonoassorbente è un materassino in fibra lunga di poliestere anallergico da 40Kg/mc, gli altoparlanti e le vaschette delle connessioni sono montate con guarnizione in gomma espansa adesiva a cellule chiuse di larghezza 10mm x spessore 5mm, tutto rubato a Sergio Lucchini della Cidat.
Per quanto riguarda le scelte delle frequenze di incrocio e le pendenze di taglio, riesco solo a dire che i motivi risiedono nell’andamento della risposta in frequenza, nella fase acustica (ma il discorso è scivoloso), nella dispersione (soprattutto fuori asse); il satellite non è tagliato in basso (scelta azzardata) per consentire il suo montaggio anche non appoggiato sui sub.


Ringraziamenti lunghissimi senza ordine alcuno:
Le persone con cui “gioco” (Luca Comi, Filippo Punzo, Davide Saronni, Mario di Cola, Davide Dondi, Franco Pieretti) La Falange Acustica Meridionale, L’Orda del Cerchio di Massima Lunghezza; Audiomatica x il Sistema di Misura Clio 4 (e la ‘pacienza’ dei titolari), Ciare (come azienda e Lino Esposto come persona), Carlo Zuccatti, B&C Speakers (uomini (donna) e azienda), Fiammetta Miraglia mia assistente in + dimensioni, Gennaro Granito, Guido Noselli, Walter Conti, AES sezione italiana, Outline, i pazienti direttori di riviste audio, Massimo Costa, molti musicisti, molti tecnici del suono, Marti Jane Robertson, Renato Cantele, Beppe Quirici, Maria Pia de Vito, Undiscovered (Angelo Tardio e Angelo Bernardo), i fornitori della componentistica, Alberto Chiesa, Emanuele ed Alessandro Riccobono, Cidat (nella persona di Sergio Lucchini), Massimo Curcio e gli studenti di Spazio Musica, Gianni ‘entusiasmo dubbio’ Bove (tecnico del suono non eccelso e una storia che ci ha unito con 24 anni di confronti serrati, ora interrotti, ma non per sempre).



* una posizione non semplicistica o superficiale, ma che contempla diverse esigenze e desideri: in + sedi non emetto giudizio xché le parole possono essere strumentalizzate.


1 Il sistema completo

2 Le sezioni del sistema

3 Gli altoparlanti

4 Lo schema di filtro del satellite

5 Lo schema di filtro del sub

6 Risposta dei componenti del satellite

7 Risposta satellite, Waterfall e ETC

8 Risposta complessiva e a terzi d'ottava

9 Impedenza

10 Il disegno dei mobili

11 L'ampli del test di ascolto


Indirizzi

B&C Speakers
Via Poggiomoro, 1 Località Vallina 50012 Bagno a Ripoli (FI) tel.: 05565721 fax: 0556572312
www.bcspeakers.com

Outline Via Leonardo da Vinci -25020 Flero (Brescia) tel.:0303581341 fax:0303580431 www.outline.it

Cidat SpA Via J.F. Kennedy, 260 -21042 Caronno Pertusella (VA) tel.: 0296450155 fax: 029659870 www.cidat.it

Audiomatica srl
Via Faentina, 244/G -50133 Firenze
tel.: 055575221 fax: 0555000402 www.audiomatica.com

C.I.A.R.E. SpA
Via Fontenovo, 306/a –60019 Senigallia (AN) tel.: 0717921356 fax: 0717924088 www.ciare.it

REPP Italia srl Via Vittorio Veneto, 17 20010Vittuone (MI) tel.: 0290310153 fax.: 0290310158 www.repp.it

Per informazioni:

Labirinti Acustici
Via Soave, 10 -20135 Milano tel.: 0258314877 mail: aculab@tin.it
Il prototipo è in vendita a Lire 3.600.000