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ETONETON

di Gabriele Pontarolo e Filippo Punzo


Un due vie abbastanza particolare, che utilizza due eccezionali componenti Eton, caratterizzati da un suono preciso, analitico e assolutamente naturale
Una premessa che riguarda gli altoparlanti usati: il woofer e' una versione del 5-880/25 HEX che utilizza un cestello in resina al posto di quello in alluminio, la sigla è 5-80/25HEXb ma è identico dal punto di vista elettrico e acustico, come risulta dai parametri e risposta dichiarati dalla Eton, confrontati con le misure effettuate sui woofer in nostro possesso. Un altro appunto riguarda il tweeter SD1 che, alle misure, mostra una Fs molto piu' bassa del dichiarato, con un eccezionale 700 Hz di frequenza di risonanza. Data la bassa frequenza di incrocio scelta per questo progetto, sarà buona cosa verificare la Fs del tweeter prima di procedere...

UN MOBILE IN MASSELLO
Tutto nasce intorno alla volonta' di realizzare un piccolo sistema capace di alte prestazioni e dall'estetica raffinata, quindi si procede con la realizzazione di un mobile in massello, realizzato a partire da tavole di 2,8 cm di spessore, raddoppiate per il pannello frontale. La parete posteriore è inclinata per minimizzare l'insorgere di stazionarie all'interno e il pannello frontale è sagomato in modo da offrire la minima superficie di carico e migliorare così la scena austica riprodotta.

IL VOLUME DI CARICO
Il woofer scelto non necessita di un grosso volume di carico, in questo caso solo 7,5 litri, ma ha giocato qualche scherzetto poco simpatico al simulatore, cosa che ha comportato una modifica al tubo di accordo, risultato di diametro eccessivo (o, meglio, troppo corto, dato che un diametro da 44 mm era sostanzialmente corretto). Alle misure, il wooferino tendeva a risuonare leggermente, nulla di grave, si intenda, ma ho approfittato della cosa per verificare ciò che avevo letto su un paper di una rivista tedesca "Acustica", praticamente l'unica su cui ho trovato articoli sui risuonatori di Helmholtz. L'articolo in questione trattava l'influenza di eventuali materiali fibrosi posti lungo le pareti del collo del risuonatore. In poche parole (quelle che ho capito ... non conosco il tedesco :-D), modificare la superficie del collo creando attriti, modifica sia la frequenza di accordo del risuonatore, sia il Q dello stesso. Dovendo nuovamente sintonizzare il risuonatore reflex di Etoneton, ho pensato di ridurre il diametro del condotto in modo assolutamente reversibile, in modo da dare la possibilità a chiunque di approntare tutti i diversi accordi compresi tra un diametro di 44mm e un diametro di circa 33 millimetri, ottenuti rivestendo la parete interna del tubo con un tubo di neoprene o gommapiuma di media densità e di spessore a piacere. Questo tipo di modifica ha influenza positiva anche sulle turbolenze all'interno del condotto, che è meno rumoroso rispetto a un condotto di pari diametro realizzato con pareti rigide. Altra cosa positiva, ma vado per supposizioni, dovrebbe essere il fatto che alle frequenze in cui il materiale assorbente è sostanzialmente trasparente, quindi le frequenze molto basse, il tubo viene sostanzialmente visto come di diametro maggiore, ma si verifica un rallentamento della velocità dell'aria, cosa che comporta una diversa pendenza della risposta del risuonatore, che cala con una pendenza inferiore ai canonici 18 dBott del reflex. Bisognerebbe effettuare misure su condotti realizzati in questo modo e altri di pari diametro finale ma con pareti rigide per confermare la cosa...

IL CROSSOVER
Vista l'eccezionalmente bassa Fs del tweeter, ho scelto una frequenza di incrocio molto bassa, circa 1350 Hz, cioè una ottava sopra alla stessa. Altra particolarità del tweetwr è l'estensione in alto, dichiarata fino a 30KHz, e caratterizzata da una risposta in salita abbastanza pronunciata. Il crossover è stato misurato anche inserendo in serie una induttanza di basso valore, da 0,09 a 0,17 mH, cosa che trasforma il passa alto in un passabanda e linearizza la risposta. per il resto il filtro è un canonico 12 dB ottava, dato che la linearità intrinseca degli altoparlanti non ha comportato difficoltà di sorta nel filtraggio.

IL SISTEMA
lasciando alle misure e alle didascalie allegate il compito principale di illustrare il comportamento del sistema, vi anticipo che il risultato è notevole, sia per linearità che per suono, il tutto ottenuto con altoparlanti che, se non economici in assoluto, sono certamente dei campioni nel rapporto qualità/prezzo.

Buon lavoro, Filippo

1 - Alcuni particolari costruttivi

2 - Il disegno del mobile

3 - Gli altoparlanti utilizzati

4 - L'accordo reflex

5 - Lo schema del crossover e la risposta elettrica del filtro

6 - Risposta in anecoica simulata

7 - ETC, Waterfall e fase

8 - Risposta in ambiente

9 - Impedenza del sistema

Di questo progetto è stata realizzata una versione semplificata, con un mobile classico, chiamata Cubeton